Endurance Training tra Winter Trail di Veroli e La corsa di Miguel a Roma.



Weekend impegnativo per gli atleti della società.

Le manifestazioni che avevano richiamato l’attenzione erano sostanzialmente due; due facce della stessa medaglia che spesso accumunano gli atleti ma ogni tanto le dividono.

Una, l’ormai classico Winter Rail di Veroli, dunque su territorio ciociaro organizzato dall’Ernica Running. Un trail dunque, fuoristrada, che ha visto tanti tesserati prendere le loro scarpette da fango e sfidare freddo, acqua e anche neve nella parte più alta del percorso.

L’altra nella stupenda cornice di Roma nord, fuori dal centro città con arrivo all’interno dello stadio Olimpico. Anche a Roma gli atleti hanno dovuto fronteggiare condizioni atmosferiche non troppo favorevoli.

Ci raccontano le due diverse esperienze due rappresentanti della società.

Iniziamo da uno dei partecipanti al Winter Trail:

“Partirei con il sottolineare l’atmosfera del borgo medioevale di Veroli, stupenda cittadina a circa 600 metri di altitudine. Per questo la settimana precedente la gara abbiamo tenuto d’occhio le previsioni meteo per non sbagliare abbigliamento. L’altitudine di partenza di circa 600 metri arrivava poi fino ai 1100. Fortunatamente siamo stati abbastanza graziati anche se le piogge dei giorni precedenti hanno allentato non poco il terreno rendendo la gara davvero difficile. Lavoro di spinta nella prima parte di gara fino al GPM di Monte San Giacomo, poi attenzione al fango, alle rocce viscide. Tanta propriocezione e frenata per evitare scivolamenti, che in tutti i casi ci sono stati.

Qualche piccolo malanno al ginocchio dovuto alla fase di frenata e qualche alla fine della

gara non hanno però cancellato il grande divertimento per me e gli altri ragazzi dell’Endurance Training”.



Altro breve racconto da uno dei 10 partecipanti alla corsa di Miguel allo Stadio Olimpico di Roma.

10 km la distanza totale per l’evento romano.

“Partenza dalla Farnesina in quasi 6000. La pioggia ci ha accompagnato fin dall’inizio sortendo però un risultato motivante più che di disagio. E’ stato stimolante per noi, anche perché la frequenza non era eccessiva. Durante la gara abbiamo avuto modo di essere allietati da tanti musicisti e da un ristoro a metà percorso. Non corro personalmente da molto tempo e non corro certo per vincere. Ho scoperto che la corsa è passione ma anche aggregazione, fatica e meditazione. In una sola parola, libertà. Ognuno corre per un suo obiettivo personale, per una ragione diversa. Ognuno corre la sua gara ma insieme si realizza una magia. Ciò che mi ha colpito di più di questo evento è stata l’entrata all’interno dello stadio Olimpico. Uscire dal tunnel, sentire il proprio nome e vedersi sui maxischermi è qualcosa di veramente emozionate.”



Due eventi diversi dicevamo, per due difficoltà diverse. 10 km di pianura ed asfalto a Roma, circa 22 km con oltre 1000 di dsl+ a Veroli. Senza ombra dubbio la gara verolana a livello di impegno fisico ha davvero provato i partecipanti; in tanti hanno avuto bisogno di oltre 3 ore per portarla a casa. In diversi tratti, come ci raccontavano era difficilissimo correre ma anche solo rimanere in piedi. La cosa però che ha accomunato tutti è stato l’impegno e il divertimento condiviso.

Complimenti da parte dello staff della società.


Endurance Training | Comunicato stampa



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